IL MUSEO DEL SOLDATINO E DELLA FIGURINA STORICA DI CALENZANO

 

Il Museo del Soldatino e della Figurina Storica di Calenzano nasce nel 1981 sulla scia del successo di una Mostra del figurino storico organizzata poco prima dall’Amministrazione Comunale e dal Club del Soldatino e della Figurina Storica di Calenzano.
Questa fondazione è la prima di carattere Comunale pubblica e la terza in ordine d’età in Italia: la prima è la raccolta Testi di Padova, il secondo il Museo di Bologna.Attualmente il Museo si avvale della collaborazione con la Fondazione Museo Stibbert di Firenze (cui si affiancano associazioni modellistiche fiorentine come G.P.F., Gruppo di Plastimodellismo Firenze, e l’A.F.B.I.S., Associazione Fiorentina Battaglie in Scala, ditte come Mirliton e Abilità di Firenze e privati) e intende offrire l’occasione per avviare riflessioni e nuovi processi conoscitivi tanto tra gli operatori culturali che tra lo specifico mondo della scuola. Considerando poi il soldatino come esempio di artigianato (basta pensare alla manualità necessaria a costruire e dipingere un pezzo o un diorama) sono in progettazione sezioni specifiche del Museo riguardanti la storia del figurino storico, il soldatino come giocattolo e, di grande rilievo culturale, la ricostruzione di diorami come memoria storica da parte di chi ha vissuto in prima persona gli eventi raffigurati.
Resta comunque in primo piano il percorso storico: i modelli proposti sono quindi il prodotto scientifico ricavato dal confronto tra fonti iconografiche, documentarie e narrative e l’esperienza artigianale ed artistica compiuta con una puntigliosa ricerca. L’operazione culturale consiste appunto nel trasformare strumenti di varia natura in strumenti didattici. Certo, il modellismo (ed il soldatino di piombo in particolare) costituisce un esempio di archeologia ricostruttiva in scala di indubbio fascino e rappresenta quindi un modo nuovo ma estremamente efficace (anche perché multidisciplinare) per imparare la storia vivendola attraverso le proprie immagini, conoscere l’architettura tramite la ricostruzione degli ambienti, osservare l’evoluzione del costume leggendo le sue tappe.
Il Museo vuole appunto proporre un nuovo approccio allo studio storico: riuscire a “leggere” la storia al di fuori del libro. Inoltre attraverso le vetrine del Museo, che propongono lo sfolgorio dei colori, l’illusoria morbidezza delle fattezze, la travolgente avanzata di immobili schiere, si intende proporre un percorso per comprendere quei fattori diversi quali il modo di pensare, la religiosità, le abitudini produttive e di vita di chi combatte tenendo sempre al centro della narrazione l’uomo, perché ogni guerra, in qualunque modo sia combattuta, è sempre la negazione dell’umanità. In questa ottica il soldato o la prassi guerresca sono viste come espressioni della società che li ha prodotti. Attraverso bandiere, divise, tattiche, armamenti è possibile risalire alla mentalità, alle tecnologie, alla visione del mondo di quegli uomini che inquadrati in quegli eserciti e sotto le bandiere di quei generali combatterono in ogni tempo e su ogni campo di battaglia.
Naturalmente, considerati i monumenti che caratterizzano il territorio di Calenzano, il nucleo della collezione museale riguarda il Medioevo ed in particolare l’età comunale: ha trovato tra l’altro collocazione nel Museo la mostra “Guerra e Assoldati in Toscana 1260-1364”, progettata agli inizi degli anni ’80 dal Museo Stibbert in collaborazione con i maggiori esperti del panorama modellistico italiano ed europeo e con l’Istituto d’Arte di Firenze. Sempre in rapporto al territorio, il Museo ha inteso inoltre, progettando la ricostruzione su dati storico-aecheologici di un modello verosimile del castello che sorge sulla collina di Calenzano nel suo aspetto prima dei lavori condotti dal Comune di Firenze alla fine del XIV secolo, contribuire all’analisi di alcuni aspetti della storia locale. Accanto a questo percorso espositivo il Museo propone ogni anno una Mostra e dei dibattiti dedicati ad argomenti di carattere storico che hanno toccato in modo diretto o indiretto anche il territorio comunale. Il Museo inoltre, sempre nell’ottica di una ricerca relativa a nuovi strumenti di diffusione dell’informazione storica, intende costruire un punto di riferimento per la storia del costume riguardo ai numerosi gruppi storici che in questi anni stanno animando le piazze italiane con spettacoli e rappresentazioni che fanno della ricostruzione storica, il più possibile verosimile, la loro caratteristica essenziale.
In questo momento il Museo è in attesa di una nuova e più ampia sede: è stato perciò studiato un percorso espositivo raccolto intorno ad alcuni momenti chiave della storia italiana, europea e mediterranea così strutturato:
Sez. I. Il mondo romano: la sezione propone un diorama dello schieramento sul campo di battaglia di una legione manipolare del III sec. a.C. e settori dedicati ai popoli italici, a Roma repubblicana (con particolare riferimento alle Guerre Puniche), all’Impero (con diorama del Trionfo dell’Imperatore), ai popoli che i romani incontrarono nella loro espansione (ad esempio Celti e popoli germanici).
Sez.II. Il Medioevo: la sezione vuole illustrare la nascita dell’Europa attraverso alcune tappe fondamentali: i cosiddetti Secoli Bui a cavallo dell’Anno Mille (sia con riferimento all’Italia che alla storia continentale, in particolare normanni e sassoni), le Crociate (in Terrasanta, nella Penisola Iberica, nei paesi del Baltico), la Società Comunale (con particolare attenzione agli eserciti comunali delle città toscane), la Guerra dei Cento Anni e l’evoluzione degli armamenti e dei costumi tra il VII ed il XV sec..
Sez.III. L’Europa di Napoleone: la sezione è organizzata su tre vetrine dedicate rispettivamente all’esercito francese prima di Waterloo, agli eserciti europei coevi ed allo scontro di Waterloo: vetrina in cui spiccano i due maggiori protagonisti dello scontro, il Duca di Wellington e, appunto, Napoleone Bonaparte.
Sez IV. L’Italia dell’Ottocento: la sezione è dedicata agli eserciti degli stati italiani pre-unitari con particolare riferimento al Regno delle Due Sicilie, allo Stato Pontificio, al Regno di Sardegna. Dalle Guerre di Indipendenza, si passa poi all’Età Umbertina, con uniformi dell’esercito italiano a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Sez. V. La Grande Guerra: la sezione è articolata su tre vetrine ed un diorama che rappresenta una colonna di alpini in marcia verso le trincee nel 1917. Nella prima vetrina sono presentati alcuni mezzi che caratterizzarono la Prima Guerra Mondiale: autoblindo, pezzi di artiglieria, aerei. Spiccano inoltre due diorami; il primo rappresenta lo spaccato di una trincea inglese, il secondo un campo di aviazione tedesco.
Sez. VI. La Linea Gotica: la sezione, curata dal Gruppo Plastimodellismo Fiorentino illustra, con diorami oggetti d’epoca e foto, la realtà di un fronte di guerra; particolarmente significativi sono i diorami riguardanti la guerra partigiana, l’esercito italiano cobelligerante ed alcuni pezzi riguardanti un aspetto di solito poco conosciuto dell’organizzazione di un esercito: cioè i carri-officina, i carri attrezzi ed i mezzi di recupero.

 Il Museo del Soldatino e della Figurina Storica è attualmente ospitato nei locali dell'A.T.C. (Associazione Turistica Calenzano) di Calenzano (FI).

 Testo di Fabrizio Trallori. Foto A.T.C. Calenzano.


(gennaio 2002)