Soldatini di carta
Le prime xilografie tematicamente legate alle milizie da ritagliare ebbero i loro natali verso la metà del 1700 ad opera del germanico Steudner e del francese Papillon, allorquando vennero date alle stampe figurine finalizzate al trastullo dei fanciulli.
Tali opere editoriali necessitavano per il raggiungimento dello scopo ultimo di essere ritagliate, incollate su un supporto rigido generalmente di cartone, dipinte ed infine poste in parata sorrette da piccoli supporti lignei.
Le tecniche di stampa, dalla originaria xilografia alle successive litografia, cromolitografia ed algrafia sino all'attuale fotolito, contribuirono all'evoluzione e diffusione di questa particolare forma di soldatini.
Tra i maggiori produttori si annovera nel corso del secolo decimonono Jean Charles Pellerin di Epinal, al quale si deve sia una notevole diversificazione dei soggetti stampati nonché un efficace contributo alla loro distribuzione mediante un'azione di vendita capillare.Tra gli italiani citiamo il marchio Stella, operante tra il 1915 ed il 1925.
Il tramonto del soldatino di carta, come per molte altre forme "alternative" delle milizie da tavolo, fu determinato dall'avvento delle materie plastiche congiuntamente ad un radicale mutamento degli interessi degli adolescenti ormai irrimediabilmente distanti da forme troppo elementari di giocattolo.
La realtà attuale vede sparuti collezionisti che si dedicano alla salvaguardia di questo patrimonio storico e di costume che in ragione della intrinseca fragilità è predisposta, oggi come in passato, ad una agevole distruzione. Alcune collezioni vengono comunque incrementate da opere uniche di livello artistico considerevole che hanno in comune con il loro progenitori la sola tipologia di supporto.
Testo di Andrea Masotti
Note (illustrazioni):
1. M. Alberini, Collezionare i soldatini, in "Modellini da collezione", Novara 1979, p.286. (Imagerie Pellerin di Epinal, 1890, coll. M. Alberini).
2. Sfilata di Carabinieri francesi, coll. Felissent, Museo Civico L. Bailo di Treviso.
Approfondimenti:
Le armate di carta (di Alfio Moratti)